Italian poem
Tirsi, se udrò mai più che Aglauro canti
by Giuliano Sabbatini (1684–1757)
Tirsi, se udrò mai più che Aglauro canti Di Vetturia e di Porzia, o della forte Lucrezia, e tenti in rime gravi accorte Nuovi al suo sesso aggiunger pregi e vanti: Deh perchè t’armi di tai nomi e tanti, Dirolle, e sangue ne dipingi e morte, E ’l saggio orgoglio, che potea la sorte Cambiar di Roma e porsi all’arme avanti? Vieni tu sola Aglauro, e teco i bei Carmi, e di tue Virtù l’inclita schiera, Ch’assai tu sola al tuo pensier ben sei: E nostra Gloria già sì viva e vera Vinta a te renderassi, e vedrem lei Di sua gran Vincitrice irsene altera.