Italian poem
Fantasimi
by Giulio Pinchetti (1845–1870)
Non son che un po’ di creta or che non sento Amor; se non ho febbre in cor, non son poeta.
La mia Virtù romita vive superba in sé, ma la mia giovin fé non ha più vita.
Tengo serrato il cuore, perché ho in dispregio ognun; non credo più a nessun... Credo al Dolore.
Il Dubbio m’ha aggravato del negro suo mantel: solo attraverso a quel vedo il passato.
E son fantasmi neri che lentamente van, che perdonsi lontan nei cimiteri:
E sono sguardi spenti e disnodati crin... Son figli del destin spinti dai venti;
Oh! Son la mia fanciulla che adesso non è più... Sono... la mia Virtù che va nel nulla!
Vita! Fatal menzogna che noi tentiam negar, ma che con presto andar creder bisogna:
Cappa che Dio ne diede perché?!... Non lo sappiam: ma che dovunque andiam ne stroppia il piede!
Il fato a noi prescrive il pianto, ad ogni età. Vita! Ne fai pietà!... Pure si vive.