Italian poem
Libertas!
by Giulio Pinchetti (1845–1870)
Vergin tra l'oro e i fremiti D'una impudica plebe, Vecchia di cento secoli Pur giovine com'Ebe, O Vero, o sogno elisio, T'adoro, o Libertà!
Prima che ancor nell'anima Mi discorresse un Dio, T'ho indovinata, o mistica Ninfa del Genio mio: Pigmalion novello, M'innamorai di te!
E ti sognai pei lùgubri Viali d'una fronte Errar come Vittorio, Gonfia di Greci e d'onte, Di patrii antiqui lauri, Di nòva servitù!
E t'ho veduta madida Di sangue e di sudore, Fra gli inumati scheletri Del tuo fatale amore, Giàcer... ma come a Flegra, Giacque Capàneo un dì!
Così, talvolta l'aquila Su la montana cresta, La penna infaticabile Del suo gran volo arresta... La penna sua che a fendere Andrà superba il Sol!
E teco trassi ai pallidi Raggi di mesta luna, A lamentar con Foscari Su la natia laguna; Con teco io chiesi al secolo Ragion del suo servir.
E una briaca Taide Dall'orgia illanguidita, D'inonorati ninnoli E di viltà vestita, Mi fè mal gesto e dissemi: «Io son la libertà!
L'oro, l'incenso, il lauro, S'accumular su me: L'arte, l'ingegno, i popoli, M'hanno baciato il piè: M'ebbi ad altàre un mondo, A sacerdote l'uom!»
Oh! no: — non è sul pallido Volto di Catilina, Che andrò spiando il simbolo Dell'unità latina: — La mia Dea non abita Dove l'amor non è.
La cercherò sui rigidi Calzari di Catone? Fra il tempo e l'uman plauso Un dubbio si frappone: "Quello che adora il popolo, Fu farsa o realtà?"
Timoleonte! Oh! All'anima La fede rinnovelli: Davanti al Dio di patria Spariscano i fratelli...! — Ma... e l'ira tua magnanima Fu calcolo o Virtù?
Ahi! mio pensiero e scettico Eterno tu sarai? La libertà fra gli uomini La troveresti mai? No: mio pensiero, acquetati: La libertade è in te!
La libertade, è un fatuo Fuoco, se a ognuno splende; Se a un solo cuore, ai Superi La maestà contende! La libertà è lo spazio... Il mondo è una prigion!