Italian poem
A un Amico
Momo s'è dato al serio; E di lingua maledica, Oggi gratta il salterio, O, se corregge, predica. Cede il riso al dolore, Lo scherzo al piagnisteo; Doventa il malumore Legge di Galateo.
Pasciuto Geremia, Malinconicamente Sbadiglia in elegia Gli affanni che non sente; Anelano al martirio Mille caricature, Vendendone il delirio In bibliche freddure.
Le sante ipocrisie, Gl'inni falsificati, Eran cabale pie Di Monache e di Frati; Il Frate ora è tarpato, Ma dall’Alpi a Palermo Apollo tonsurato Insegna il cantofermo.
Velati tutti quanti Di falsa superfice, Vedrai Diavoli e Santi Che appestan di Vernice. Ognun del pari ostenta Bestemmie e miserere; Tutto, tutto doventa Arte di non parere.
Secolo anfibio, inetto Al vizio e alla virtù, Dal viva Maometto Torna al viva Gesù. Ma sempre puzzolente Di baro e d'assassino, Fuma all'Onnipotente L’avanzo di Caino.
Vedi che laida guerra, Che matassa d'inganni! Si campa sulla terra Col baratto dei panni: L'asino butta via Il basto per la sella, Si vende per Messia Chi nacque Pulcinella.
Predica in frase umana La Fede, la Speranza, La Carità Cristiana, Ma non la tolleranza. Difatto a tempo e luogo, Questo fior dei credenti. Se non t'accende il rogo, Ti bacerà co' denti.
Amico, il mio pianeta Mi vuol caratterista: Sebbene oggi il poeta Si mascheri a salmista, Io la mia parte buffa Recito, nè do retta A chi la penna tuffa Nell'acqua benedetta.
E ruminando spesso De' tempi miei la storia, Fo dentro di me stesso Questa giaculatoria: Degnatevi, o Signore, D'illuminar la gente Sui bindoli di cuore, Teologi di mente.