Italian poem
Consiglio a un Consigliere
Signor Consigliere, Ci faccia il piacere Di dire al Padrone Che il mondo ha ragione D’andar come va. Dirà: Padron mio, La mano di Dio Gli ha dato l’andare; Di farlo fermare Maniera non v’ha.
Se il volo si tarpa Calando la scarpa A ruota nostrale, Che ratta sull’ale Precipita in giù, La ruota del mondo Andrà fino in fondo; Nè un moto s’arresta (Stiam lì colla testa) Che vien di lassù.
Per tutto si vede Che il carro procede, Con dietro una calca Che seco travalca Con libero piè. E mentre cammina, Con sorda rapina I gretti, i poltroni, I servi, i padroni. Travolge con sè.
Tra i Re del paese Qualcuno l’intese; E a dirla tal quale, Più bene che male N’ottenne fin quì. Slentando la briglia, Tornò di famiglia; Temeva in quel passo Di scendere in basso, E invece salì.
Giudizio, Messere! Facendo il cocchiere In urto alla ruota, Si va nella mota, Credetelo a me. Pensando un ripiego, Io salvo l’impiego; E voi (dando retta), Rivista e corretta, La paga di re.