Versos Italian Giuseppe Maria Ercolani Madre immortale, che d'amor ripiena

Italian poem

Madre immortale, che d'amor ripiena

by (1672–1759)

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MAdre immortale, che d’amor ripiena, E sovra tutti mite al Re del Cielo Piacesti sì, che in Te locò mia speme, Alto m’invoglia di pregarti zelo Ma non so cominciar, tanta è la Piena Del gran desìo che mi circonda e preme: Tu, che ’l mio cuor tra le miserie estreme Reggi di quest’esiglio Madre d’alto consiglio,» Tu i pensier detta e le parole insieme; Tal, ch’io di tua pietà degno mi renda, E la preghiera mia (Qual’ella sia) nel tuo cospetto ascenda. Madre beata, che l’eterno Nume In sovrumane inusitate forme Nel sen chiudeste d’ogni parte intero; E più beata, perchè ognor conforme Fosti credendo all’increato lume, Che fe’ noto il gran parto al tuo pensiero; Non più nube d’errore adombri il Vero, Ma Dio, che in Ciel risiede, Madre d’unica fede, Abbia mai sempre onor laude ed impero; E il santo nome, e la sua gloria vole, Dell’avversario ad onta, Dove tramonta, e dove nasce il Sole. Madre sovrana, che vicina siedi Al sommo Re sovra gli empirei Cori, Dove il tuo lume ogn’altro lume abbaglia: Mira, ti prego, come dentro e fuori Son disarmato, e d’altra parte vedi Qual mi dà il mio nemico aspra battaglia. O Regina del Ciel di me ti caglia Nell’eterna memoria; Madre dell’alta gloria, Prega il tuo figlio, ch’il suo amor prevaglia; E quando morte le mie luci adombra, Fa che il suo regno venga, E ti sovvenga, ch’io son polve ed ombra. Madre di Dio, ch’unica e sola al mondo Con maraviglia dell’età future, Ecco (dicesti) del Signor l’ancella: Per te il gran figlio a dissipar l’oscure Ombre venne di morte, e dal profondo Trasse la nostra Umanità rubella: O sovra tutti immacolata e bella, E ’n guise inusitate Madre d’alta umiltate, Noi sotto il bel di lui giogo rappella; E come il Cielo, dove indarno l’empia Schiera infernal fe’ guerra, Così quì ’n Terra il suo voler s’adempia. Madre, a cui diè la Provvidenza eterna L’imperio delle piante e degli armenti, E pose il fren delle stagioni in mano, Tempra le pioggie e i procellosi venti; E quando l’aria avvampa, e quando verna Correggi il gelo, ed il calor non sano, Senza te della Terra il frutto è vano, E vana ogni nostr’opra, Madre, se tu di sopra Non fecondi pietosa il Colle e ’l Piano; Danne l’esca mortal, che nutre e sazia Di dì in dì nostre salme, E pasci l’alme dell’eterna grazia.. Madre invitta de’ Martiri reina, Che rimirasti nelle dolci nembra Del caro figlio il dispietato oltraggio: Non pensar, ch’io peccai, ma ti rimembra, Che per me della spoglia alma e divina Oscurossi il bel lume, e ’l vivo raggio; Non guardar me, ma chi mi fe’ coraggio, Morendo in tua presenza: Madre d’alta clemenza, Quanto più presto è ’l fin del mio viaggio, Tanto più il cuore intenerisci e spetra; E quel ch’ad altri io dono, Dolce perdono al mio fallire impetra. Madre, che sin da’ secoli vetusti L’infernal debellasti oste superba, Che col pensier su l’aquilone ascese, Mira contro di noi quant’odio serba, E quanti desta arti e pensier’ingiusti, Per vendicarsi dell’antiche offese: Contro essa irata, e verso noi cortese Volgi i begli occhi tuoi, Madre, che il Tutto puoi; E ’n virtù del gran Dio, ch’in te discese, E la nostra esaltò calma caduca, Fa, che non mai l’antico Empio nemico a mal oprar n’induca. Madre pietosa, ehe principio sei Dell’uman Bene, e sovra tutti eletta Al comune dolor doni conforto: Ricordati, che a te sola s’aspetta Temprare i mali, che soffrir dovrei, E scritti in fronte da che nacqui io porto: Tu che dall’alto il sospirato porto Ne mostri co’ be’ rai, Madre, e che tutte sai L’aspre tempeste, che quaggiù sopporto, Libera l’alma dal presente affanno, E, sovra ogn’altro male, Dall’immortale irreparabil danno. Se non sapessi, che Tu sei che m’odi, Io non avrei baldanza, Madre d’alta speranza, Di chieder tanto con sì bassi modi. Nostra ti fè ’l gran Figlio arbitra è guida, E mai mercè non niega A chi ti prega, e in tua pietà confida