Italian poem
Con voce umil per grazia, e per mercede
by Gregorio Redi (1676–1748)
Con voce umìl per grazia, e per mercede, Dimesso in volto, e pieno di dolore, Qual pover Peregrino albergo chiede Cupido quel solenne ingannatore Ma appena dentro accolto egli si vede, Ch’ei sol le chiavi vuol tener del cuore; Ne scaccia la Ragion, perchè una sede Sola non può capir Ragione, e Amore. E nuova v’introduce, e fiera gente, Sospetto, gelosìa, timore, affanno, E ’l senso, perchè dia legge alla mente. Deh non ricetti Amor chi con suo danno Non vuol veder cangiato immantinente L’Ospite mansueto in fier Tiranno.