Italian poem
Ignorabimus
Certo un mistero altissimo e più forte dei nostri umani sogni gemebondi governa il ritmo d’infiniti mondi, gli enimmi della Vita e della Morte.
Ma ohimè, fratelli, giova che s’affondi lo sguardo nella notte della sorte? Volere un Dio? Irrompere alle porte siccome prigionieri furibondi?
Amare giova! Sulle nostre teste par che la falce sibilando avverta d’una legge di pace e di perdono:
«Non fate agli altri ciò che non vorreste fosse a voi fatto!» Nella notte incerta ben questo è certo: che l’amarsi è buono!