Versos Italian Guido Gozzano I colloqui

Italian poem

I colloqui

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«I colloqui» .... Rifatto agile e sano aduna i versi, rimaneggia, lima, bilancia il manoscritto nella mano.

- Pochi giochi di sillaba e di rima: questo rimane dell’età fugace? È tutta qui la giovinezza prima?

Meglio tacere, dileguare in pace or che fiorito ancora è il mio giardino, or che non punta ancora invidia tace.

Meglio sostare a mezzo del cammino, or che il mondo alla mia Musa maldestra, quasi a mima che canta il suo mattino,

soccorrevole ancor porge la destra.

Ma la mia Musa non sarà l’attrice annosa che si trucca e pargoleggia, e la folla deride l’infelice;

giovine tacerà nella sua reggia, come quella Contessa Castiglione bellissima, di cui si favoleggia.

Allo sfiorire della sua stagione, disparve al mondo, sigillò le porte della dimora, e ne restò prigione.

Sola col Tempo, tra le stoffe smorte, attese gli anni, senz’amici, senza specchi, celando al Popolo, alla Corte

l’onta suprema della decadenza.

L’immagine di me voglio che sia sempre ventenne, come in un ritratto; amici miei, non mi vedrete in via,

curvo dagli anni, tremulo e disfatto! Col mio silenzio resterò l’amico che vi fu caro, un poco mentecatto;

il fanciullo sarò tenero e antico che sospirava al raggio delle stelle, che meditava Arturo e Federico,

ma lasciava la pagina ribelle per seppellir le rondini insepolte, per dare un’erba alle zampine delle

disperate cetonie capovolte....