Italian poem
Quel che veghiando mai non ebbi ardire
by Jacopo Sannazaro (1457–1530)
Quel che veghiando mai non ebbi ardire sol di pensare o finger fra me stesso, contra mia stella il sonno or m’ha concesso, per contentar in parte il mio desire; tal che, ovunque adivien ch’io gli occhi gire, mi trovo la mia donna ognor da presso, e par che rida e mi ricorde spesso cose, ond’io li perdono i sdegni e l’ire. Ma ’l ciel c’ogni mio ben sempr’ebbe a scherno offrendo ai spirti lassi una tal vista, devea quel breve sogno fare eterno; o se per morte tal piacer s’acquista, farme, morendo, uscir da questo inferno, e lasciar questa vita oscura e trista.