Italian poem
Libro III, Carme XVII
Di Lodovico Ariosto giaccion sepolte l’ossa Sotto di questo marmo, ovvero in questa fossa, Sotto mattone o sabbia o qualunque altra cosa, Dove il cortese erede volle la spoglia ascosa; O dell’erede alcuno amico più cortese, O un passeggier venuto qua di lontan paese. Imperocchè il futuro ei non potè sapere, Nè del cadaver suo si prese tal pensiere, Che, ancor vivente, un’urna gli fosse preparata; Ma bensì quest’epigrafe lasciò da sè dettata; Qual sopra il suo sepolcro volle che si scrivesse, Se mai di qualche sorte un dì sepolcro avesse; Acciocchè quando il misero suo spirto, alfin compito Il tempo dell’esilio a lui già stabilito,
Ricercherà sue membra, mal volentier lasciate, Risappia dove furono un tempo collocate; Nè per trovar le proprie sue ceneri, vagando Or queste deggia or quelle andar rimescolando. Girolamo Baruffaldi (il giovane).