Italian poem
XI. - Pensa di farsi un nome nuovo? Ma non vede che sta per morire?
Per amonirte, Cosmico, te scrivo da pietá mosso, e tu pur trai de’ calci. Non trar, aspetta che la forca salci, che trar faratti insino al spirto vivo. Cancellar pensi il tuo nome cattivo, ma, se abitassi i monti coi pie’ scalci, se crederia che per questi antri e balci tu battesti monete e avesti il pivo. Non so se sai quel che al lupo intravenne quando acquistar bon nome desiava: a un fanciul che piangeva il se ritenne,
e per farlo acquietar il carezava. Intanto la nutrice sopravenne, e credendo il contrario il discaciava. Lui fugiendo incontrava la volpe, e gli dicea quest’atto tale. Ella rispose: — Il tuo pensier è frale; sempre sei visso male, unde al ben far bisogna longa prova prima che alcun a crederti si mova. — Cosmico, fama nova como acquistar puo’ tu, d’anni giá carco? Se guardi, per te Morte ha il stral su l’arco.
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