Italian poem
XIII. - È contento del carcere soave,...
Aventuroso carcere soave, dove né per furor né per dispetto, ma per amor e per pietá distretto la bella e dolce mia nemica m’ave; gli altri prigioni al volger de la chiave s’attristano, io m’allegro; ché diletto e non martir, vita e non morte aspetto, né giudice sever né legge grave, ma benigne accoglienze, ma complessi licenziosi, ma parole sciolte da ogni fren, ma risi, vezzi e giochi; ma dolci baci, dolcemente impressi ben mille e mille e mille e mille volte; e, se potran contarsi, anche fien pochi.
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