Italian poem
XL. - Sul medesimo argomento
Non ho detto di te ciò che dir posso; e come posso averne detto assai, se non t’ho tòcco in quella parte mai che di ragion ti deveria far rosso? So che la carne piú vicina all’osso ti solea piú piacer e so ch’ormai, poi che la vacca è vecchia, a schifo l’hai, e so quanto rumor di ciò s’è mosso. Pur nol voglio chiarir, basta accennarlo; ché non in dirlo, ma in pensarvi solo di vergogna ardo; il che non fai tu a farlo. Non però manca che non vada a volo la infamia tua; ché ancor ch’io non ne parlo, Martin ne parla, Gianni, Piero e Polo. Non so come lo stuolo de’ tuoi fratelli in tanta inerzia giaccia, che tenga questo obrobrio in su la faccia. Ma credo che lo faccia, perché non ti può odiar, ché gli sei stato non fratel solamente, ma cognato.
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