Italian poem
XX. - Ti manderò una copia a stampa dei miei sonetti
De’ sonetti ch’io t’ho fínor mandati e de’ molti che presto veran fora, Cosmico, non ne tuor la copia ancora, ché presto te i darò tersi e limati. Insieme tu gli arai tutti stampati; giá intorno a’ primi l’impressor lavora, e ch’io gli porga fin m’affretta ognora, ché sa che fien sonetti ben pagati. Però, se pensier hai far qualche nova sceleritá, ch’altro in pensier non hai, falla pria che dal scriver me rimova. So che le tue magagne esser dirai da me mal scritte: — Qual dotto si trova che le scrivesse ben como le fai?... — Pur questo util n’arai, che avendo in man del podestá a venire, senza straccar la lingua potrai dire: — Se volete sentire el viver mio, legete un’opra fatta a stampa, che di quel ragiona e tratta. —
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