Italian poem
XXI. - Gli spiace, lo so, che parli male di lui, ma piace a tanti!
A me di te parlando intravien quello che intravenir all’idropico sòle, che quanto beve piú, piú bever vole, ricercando ogni fonte, ogni roscello. Quanto, Cosmico, piú di te favello piú il disio cresce, e se te spiace e dole ch’io spenda in dir di te tante parole, a tutto il popul piace, ed io sieguo ello. Or non serei ben io poco prudente e pazzo al tutto s’io mi disponesse piú tosto a un sol piacer, che a tanta gente? Tacerei se fost’un che mi potesse giovar; ma trar di te si pò niente, eccepto che de’ vicii non volesse, dei qual(i) se ’l se invendesse, tu seresti il piú ricco merendante de tutti quei che vengon de Levante.
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