Italian poem
XXII. - Sará degnato da lei perché...
Quando muovo le luci a mirar voi, la forma che nel cor m’impresse Amore, io mi sento aggiacciar dentro e di fuore al primo lampeggiar de’ raggi suoi. Alle nobil manere affisso poi, alle rare virtuti, al gran valore, ragionarmi pian piano odo nel core: — Quanto hai ben collocato i pensier tuoi! — Di che l’anima avampa, poi che degna a tanta impresa par ch’Amor la chiami; cosí in un loco or giaccio, or foco regna. Ma la paura sua gelata insegna vi pon piú spesso, e dice: — Perché l’ami, che di sí basso amante si disdegna? —
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- XXI. - Gli spiace, lo so, che parli male di lui, ma piace a tanti!
- XXI. - Lontano dall'oggetto del suo...
- XXII. - Ama, è amato; ma, scosso da...
- XXII. - Per farlo vergognare descrivo le sue magagne; ma lui invece se ne compiace
- XXIII. - A Dio, perché lo sottragga,...
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- XXIII. - Smette di scrivere contro di lui perché è troppo lunga impresa
- XXIV. - Eterno sará il tormento che gli...