Versos Italian Mario Rapisardi L'Opera di Mario Rapisardi

Italian poem

L'Opera di Mario Rapisardi

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In cima a granitico scoglio Cui batte l'eterna marea, Troneggia su nitido soglio La bianca impassibile Dea.

Sul mare purpureo s' aggrava Il cielo qual volta di piombo; Da' flutti bollenti qual lava Perpetuo diffondesi un rombo,

Non l'orrida notte solenne, Per astro novello si frange: Nell'ombra perenne, perenne La voce dell' Essere piange.

E il mare con fremito alterno Di scherno ripete all'immane Scogliera: Io mi nutro in eterno Di sangue e di lacrime umane.

E assiduo rompendosi il vento Al numie rimugola in giro: Dei popoli io sono il lamento, Dei secoli sono il sospiro.

E tutto che palpita ed ama Nel ciel, nella terra, sull'onda, In suon lamentevole esclama, Perduto nell'ombra profonda:

Ahi; sempre sul monte starai Col guardo su' naufraghi, o Diva? Nessuno, nessun potrà mai Baciar la tua magica riva?

Se vano miraggio tu sei, Se vuoto fantasma di sogno Perchè più del ver tu mi bèi? Perchè più di tutto io ti agogno? O Sfinge indomabile, o idea Che tacita splendi lassù, O bianca, impassibile dea, Non forse la Morte sei tu?