Italian poem
Paolo
Se giusto ei fosse, ai prieghi tuoi, già tempo, Piegata avria la sua pietà! Chiamata A le sedi del cielo, a le lucenti Glorie del paradiso avria te sola, Amatissima donna; e il soffrir mio Fatto avria ben dei nostri falli ammenda. Dei nostri falli! e che diss'io? Qual lieve Nube di colpa a l'alma tua fè velo Nei bei giorni terreni? Io solo, io solo Rovesciai la fraterna ira sul tuo Capo infelice, io ne la mia sciagura, Nel mio morir, nel mio supplizio eterno Crudelmente t'avvolsi, e questa è pena, Che la mia disperata anima addenta Così, che nulla in paragon può darmi Pena maggior l'inferno tutto e il cielo.