Versos Italian Mario Rapisardi Lettera a Melitta

Italian poem

Lettera a Melitta

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Alto e illustre io non vanto ordine d'avi.

Verrà: per quel poter che l'infinita Mole perpetuamente urge e trasforma, Sacra all'Idea che i novi animi informa, Veduta dal pensier, dal cor sentita, Una specie verrà, che dalla torma Nostra, dagli anni e dal dolor contrita, A più alti destini, a miglior forma Divinamente inalzerà la Vita. A te, stirpe sovrana, i ferrei nodi Sciorran gli Enimmi, onde sì fiera in noi Lasciò la Sfinge i freddi artigli infissi; Sveleran le Cagioni ultime ai tuoi Sguardi il semplice ordito, e in nuovi modi Regnerai con amor cieli ed abissi.

Precipita la notte, infuria il mare, Lontano è il lido, e frale, ahimè, la barca, Di merci no, ma di chimere carca, Molte odiose altrui, tutte a me care. Orsù, gridan le ciurme, il legno scarca: Scegli fra tante forme or le più chiare Con sottile giudicio e con man parca: Gitta l'altre animoso all'onde avare. Tacito sulla prua l'onda mugghiante Diritto io solco, e forse a nuova aurora Afferrerò dell'alta Isola il porto; E forse tu, se già dal ciel m'hai scorto, Sorriderai benignamente allora, Navigator dell'infinito, o .