Italian poem
134. Beati voi che su nel ciel godete
— Beati voi che su nel ciel godete le lacrime che ’l mondo non ristora, favvi amor forza ancora, o pur per morte liberi ne siete? — La nostra etterna quiete,
fuor d’ogni tempo, è priva d’invidia, amando, e d’angosciosi pianti. — Dunche a mal pro’ ch’i’ viva convien, come vedete, per amare e servire in dolor tanti. Se ’l cielo è degli amanti amico, e ’l mondo ingrato, amando, a che son nato? A viver molto? E questo mi spaventa: ché ’l poco è troppo a chi ben serve e stenta.
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