Italian poem
138. Porgo umilmente all'aspro giogo il collo
Porgo umilmente all’aspro giogo il collo, il volto lieto a la fortuna ria, e alla donna mia nemica il cor di fede e foco pieno; né dal martir mi crollo, anz’ogni or temo non venga meno. Ché se ’l volto sereno cibo e vita mi fa d’un gran martire, qual crudel doglia mi può far morire?