Versos Italian Niccolò Machiavelli Lettere (Machiavelli)/Lettera XXIV a Francesco Vettori

Italian poem

Lettere (Machiavelli)/Lettera XXIV a Francesco Vettori

by (1449–)

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Havea tentato il giovinetto Arciere già molte volte vulnerarmi il petto con le saette sue, ché del dispetto et del danno d'altrui prende piacere;

et benché fosson quelle acute et fiere, ch'uno adamante non hare' lor retto, non di manco trovâr sì forte obbiecto, che stimò poco tutto il lor potere.

Onde che quel di sdegno et furor carco, per dimostrar(e) la sua alta excellenza, mutò pharetra, mutò strale, et arco;

et trassene uno con tanta violenza, ch'anchor(a) delle ferite mi rammarco, et confesso et conosco sua potenza.

Nimfa, precor, Petreia, mane: non insequor hostis, nimfa, mane; sic agna lupum, sic cerva leonem, sic aquilam fugiunt penna trepidante columbe, hostes queque suos.

Et nel cadere el superbo ghiottone, e' non dimenticò però Macone.