Versos Italian Niccolò Machiavelli Rime varie/A Giuliano di Lorenzo de' Medici

Italian poem

Rime varie/A Giuliano di Lorenzo de' Medici

by (1449–)

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I.

Io ho, Giuliano, in gamba un paio di geti con sei tratti di fune in su le spalle: l’altre miserie mie non vo’ contalle, poiché così si trattano è poeti!

Menon pidocchi queste parieti bolsi spaccati, che paion farfalle; né fu mai tanto puzzo in Roncisvalle, o in Sardigna fra quegli alboreti, quanto nel mio sì delicato ostello; con un romor, che proprio par che ’n terra fùlgori Giove e tutto Mongibello.

L’un si incatena e l’altro si disferra con batter toppe, chiavi e chiavistelli: un altro grida è troppo alto da terra!

Quel che mi fe’ più guerra, fu che, dormendo presso a la aurora, cantando sentii dire: — Per voi s’òra. — Or vadin in buona ora; purché vostra pietà ver me si voglia, buon padre, e questi rei lacciuol ne scioglia.

II

In questa notte, pregando le Muse, che con lor dolce cetra e dolci carmi dovesser visitar, per consolarmi, Vostra Magnificenzia e far mie scuse, una comparse a me, che mi confuse, dicendo: — Chi se’ tu, ch’osi chiamarmi? — Dissigli il nome; e lei, per straziarmi, mi batté al volto e la bocca mi chiuse, dicendo: — Niccolò non se’, ma il Dazzo, poiché ha’ legato le gambe e i talloni, e sta’ ci incatenato come un pazzo. —

Io gli volevo dir le mie ragioni; lei mi rispose, e disse: — Va al barlazzo, con quella tua commedia in guazzeroni. —

Dàtegli testimoni, Magnifico Giulian, per l’alto Iddio, come io non sono il Dazzo, ma sono io.

Allo stesso

Io vi mando, Giuliano, alquanti tordi, non perché questo don sia buono o bello, ma perché un del pover Machiavello Vostra Magnificenzia si ricordi.

E se d’intorno avete alcun che mordi, li possiate nei denti dar con ello, acciò che, mentre mangia questo uccello, di laniare altrui ei si discordi.

Ma voi direte: – Forse ei non faranno l’effetto che tu di’, ch’ei non son buoni e non son grassi: ei non ne mangeranno. —

Io vi risponderei a tai sermoni, ch’io son maghero anch’io, come lor sanno, e spiccon pur di me di buon bocconi.

Lasci l’opinioni Vostra Magnificenzia, e palpi e tocchi, e giudichi a le mani e non agli occhi.