Italian poem
L'annunciazione
L
Secura ne le tenebre passa costei de ’l suo Signor ne ’l nome, chiude il tenero piè ne ’l breve sandalo, stillan di nardo le fluenti chiome.
Ella non sa che inconscio ne gli occhi di gazzella amor le dorme, ella non sa come la stola candida l’onda tradì de le virginee forme.
Bruna ma bella. Il tumido labbro ricorda il fior de ’l melograno. Bruna ma bella. I curvi lombi ondeggiano come su i colli di Samaria il grano.
Ecco da l’alto un pallido raggio di luna sovra lei discende; un azzurro baglior come di fosforo, gli sculti enigmi de l’altare accende.
Ecco ne l’aria tepida un cantico lontan palpita e muore. Bella è la notte. Le fanciulle cantano sotto le palme la canzon d’amore.
Come una bianca statua, ne le pieghe de ’l vel candido avvolta, ritta su i gradi de l’altar, la vergine gl’inni che fremon ne la notte ascolta.
Respira i molli balsami che da lontani fior le porta il vento, guarda pe’ vani de l’intercolonnio le stelle scintillar come d’argento.
Ne’ grandi occhi le passano le fiamme de ’l desio come un baleno; commosse quasi da un arcano spirito turgide pulsan le beltà del seno.
Ella sente ne l’anima il fremito passar de la tempesta, ella sente bollir ne ’l sangue giovane la potenza d’amor che in lei si desta;
ed ecco da le complici ombre che fascian d’Adonai l’altare sì come un angel di bellezza splendido, a l’aspettante un giovanetto appare.
Apri le braccia, donati a le carezze de l’amor Maria... Noi leviamo a ’l Signor l’osanna, o popolo: tra nove mesi nascerà il Messia.
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