Italian poem
La Ballata Del Re Moro
Tra le palme del deserto C'è un magnifico castel, Ch'è impossibile di certo Di trovarne uno più bel.
Ivi tien la sua dimora Di quei popoli il signor. Egli è bello e giovin, fuora Che ha il difetto d'esser mor.
Stando assente dal paese D'una vergin s'invaghì. Era bella e bolognese, E difatti la rapì.
Ma suo padre, ahi sorte dura! Che mandarla giù non può, Si rivolse alla Questura Che due guardie ci mandò;
E alla patria abbandonata La volevan trascinar, Ma la bella innamorata Non voleva ritornar,
E rivolta al suo diletto Ci diceva: «o bel re mor, »Fa il piacere, tienmi stretto, »Non lasciarmi con costor!
»Deh, non fia che il fato amaro »M'allontani dal tuo sen! »Ah, difendimi, mio caro, »Che ti voglio tanto ben!»
Ma il re moro pensieroso Resta muto sul sofà E un pensiero mostruoso Nello sguardo e in cor gli sta!
Poichè il moro non risponde Sta la bella in oppression; Straccia via le chiome bionde E si butta in ginocchion.
E poi fece tante cose, Disse, pianse e supplicò... Ma quel porco non rispose, Stette zitto e la piantò!