Italian poem
Sonetto Sbolenfio
Rana, sovrana dell'umana e ignobile Razza, che pazza sguazza in brago orribile, Sdegno il tuo regno indegno e sfido immobile Mira! l'ira tua dira e inestinguibile!
Tardi e codardi dardi avventi al nobile Mio petto, schietto, eletto e irremovibile. Sprezzo il tuo lezzo e in mezzo al volgo mobile, Vera guerriera e fiera, io sto invincibile.
Il mondo in fondo è tondo ed è volubile, Come una luna la fortuna è instabile, E, onesta o lesta, niuna resta nubile;
Sol io, mio Dio, col mio desio ineffabile, Giaccio, e non straccio il tuo laccio insolubile, Rana ircana, malsana e miserabile!!
[*] Batracio simbolico di cui vedi indietro.