Italian poem
X
Se nella mesta sera, cinto di luce strana, lo scoglio di Caprera all’occidente levasi superbo sulla nera onda lontana,
il marinar che passa sull’agile naviglio tien la bandiera bassa e tra le palme ruvide il duro capo abbassa e china il ciglio.
Là, nella calma enorme della morente luce, sotto il granito informe, presso le acacie memori l’ultimo sonno dorme il nostro duce.
Dorme il Messia invocato nel giorno del dolore, dorme il gentil soldato che amò come una vergine e col suo s’è fermato il nostro core.
Quando il leon scoteva l’ampia cesarie d’oro un popolo sorgeva bello, gagliardo e giovane che la pugna chiedeva e non l’alloro;
sorgean gli eroi sublimi che il duce taciturno primo davanti ai primi guidava all’ardua carica contro Calatafimi e sul Volturno;
poi, rotta nel cimento la schiera e pur non doma, cadea senza un lamento, mal vendicata vittima sul colle di Nomento in faccia a Roma
Nè alcun tendea la mano a mendicar mercede, nè per voler sovrano, nè per clamor di popolo mentiva il capitano alla sua fede.
che il duce ed il soldato chiudean ne’ petti ardenti il cor di Cincinnato e ai solchi ritornavano del plauso non cercato assai contenti.
Ed or che resta? O santo sangue versato invano, o fior d’Italia, pianto un dì con tante lacrime, or ti mette all’incanto il pubblicano!
O gloria unica al sole, pura in tante vicende, alla crescente prole pura dovevi scendere e ti compra chi vuole e ti rivende!
Tutto governa l’oro tutto è sottil garrito di legulei nel foro e de’ comizi il traffico frutta come tesoro al più scaltrito.
Il suo veleno occulto ci mesce la menzogna e gli ebri, nel tumulto dell’ira, si barattano la calunnia, l’insulto e la vergogna.
Ahi, della prima schiera non resta alcuno in vita? Dunque laggiù a Caprera col biondo Cristo italico l’incolpevol bandiera è seppellita?
Ah no! Sacra coorte, per l’ultima battaglia ti risparmiò la morte: inerme e pur terribile di Roma su le porte ancor ti scaglia.
Non sangue essa ti chiede, ma invoca i difensori. Schieratevi al suo piede, voi forti, e proteggetela con l’incorrotta fede e gli alti cuori.
Trombe dal sonno scosse, sonate alla raccolta! Correte alle riscosse, salvate voi la patria, vecchie camicie rosse, un’altra volta!
Alto il vessillo alzate de’ traditori a fronte.... Ma voi, deh, riposate nelle giberne lacere cartucce non sparate all’Aspromonte!