Italian poem
Il mondo vile è oggi a tal condotto
by Pieraccio Tedaldi (1285–1353)
Il mondo vile è oggi a tal condotto Che senno non ci vale o gentilezza, Se non v’è misticata la ricchezza La qua! condisce e insala ogni buon cotto: E chi ci vive per l’altrui ridotto Non è stimato, e ciaschedun lo sprezza, E ad ognun ne viene una schifezza Con uno sdegno, e non gli è fatto motto. Però rechisi ognun la mente al petto, Ed in tal modo cerchi provedere Ch’egli abbi de’ danar: quest’è l’effetto: E poi che gli ha, li sappia mantenere; Sed e’ non vuole poi che gli sia detto — Non ti posso patire nè vedere. —