Italian poem
Che gioverà da l'alma avere scosso
by Pietro Bembo
Che gioverà da l’alma avere scosso con tanta pena il giogo, che la presse lunga stagion, s’Amor con quelle stesse funi il rilega, et io fuggir non posso?
Meglio era che lo strale, onde percosso fui da’ begli occhi, ancor morto m’avesse, che fosse il braccio tuo, ch’alor mi resse, da me, superno Padre, unqua rimosso.
Ma poi ch’errante e cieco mi guidasti, Tu sentiero e Tu luce, ora ti degna voler, che ciò far vano altri non basti,
e lei sì del tuo foco incendi e segna, che poggiando in desir leggiadri e casti rivoli a te, quando ‘l suo dì ne vegna.