Italian poem
Che mi giova mirar donne e donzelle
by Pietro Bembo
Che mi giova mirar donne e donzelle, e prati e selve e rivi, e ‘l bel governo, che fa del mondo il buon motore eterno, mar, terra, cielo, e vaghe o ferme stelle?
Spenta colei, ch’un sol fu tra le belle e tra le sagge, or è mio nembo interno: forme d’orror mi sembra quant’io scerno; esser cieco vorrei per non vedelle.
Ch’i’ non so volger gli occhi a parte, ov’io non scorga lei fra molte meste, o lasso, chiuder morendo le sue luci sante.
Ond’io viver non curo, anzi desio di girle dietro con veloce passo; et era me’, ch’i’ le fossi ito avante.