Italian poem
O superba e crudele, o di bellezza
by Pietro Bembo
O superba e crudele, o di bellezza e d’ogni don del ciel ricca e possente, quando le chiome d’or caro e lucente saranno argento, che si copre e sprezza,
e de la fronte, a darmi pene avezza, l’avorio crespo e le faville spente, e del sol de’ begli occhi vago ardente scemato in voi l’onor e la dolcezza,
e ne lo specchio mirerete un’altra, direte sospirando: – eh lassa, quale oggi meco penser? perché l’adorna
mia giovenezza ancor non l’ebbe tale? A questa mente o ‘l sen fresco non torna? Or non son bella, alora non fui scaltra –.