Italian poem
Ragion, tu porgi alla confusa mente
by Prudenza Gabrielli (1654–1709)
Ragion, tu porgi alla confusa mente Della tua luce un raggio almo e sereno: E mostri a quanti error disciolga il freno Un cor, che a vil caduco amor consente. Onde del Bel, che a lagrimar sovente N’astringe, io fuggo il rapido baleno: Che non sì tosto il vedi, egli vien meno, E brev’età tutte sue forze ha spente. Faccia pur altri a se meta fatale Lo splendor d’un bel volto; ed in poch’ore Abbia il Bello, e l’amor la sorte eguale. Io che nobil racchiudo in petto ardore, Non fò pago il pensier d’oggetto frale, Perchè eternar bramo nell’alma amore.