Versos Italian Sergio Corazzini Il fanciullo suicida

Italian poem

Il fanciullo suicida

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«A Torino, un fanciullo di quindici anni si gettava dalla finestra, disperando di raggiungere i suoi alti ideali».

I

I suoi compagni non avean chimere, non nutrivano in cuore ardite voglie, erano tante piccolette foglie fiorite in un medesimo verziere.

Ma il fanciullo, sdegnoso, nelle altere luci sognava di abbaglianti soglie, ed attendea la pura man che coglie fiore da fiore ne le primavere.

O il sogno vano! L’anima impotente, ruggiva de la sua tetra sconfitta, e il cuore, oh il cuore, lagrimava sangue!

Il bimbo disperò perdutamente, e la debole fibra derelitta sentì costretta da insaziabil angue.

II

Oh, la gloria e la morte, in loro arcano fascino hanno le illusioni istesse! Quanta di sogni ardimentosa messe nasce in un cielo e muore in un pantano!

Quietamente il bimbo a morte elesse la giovinezza sua fiorente in vano ne l’estasi d’un sogno sovrumano che la fantasiosa anima eresse.

Una sera, s’uccise. Ne l’azzurro passava e ripassava un’allegria di rondini. S’udì nell’aria un pianto,

un grido, un tonfo sordo, un gran susurro di popolo dolente... Ne la via come il suo sogno, egli si giacque, infranto.