Italian poem
O de' fuggiti miei dolci contenti
by Tiberio Carafa (?–1588)
O de’ fuggiti miei dolci contenti, A cui tristo il pensier fa ognor ritorno, O del soave altero lume adorno, Avanzi amari, empie reliquie ardenti; Voi larve, voi de’ miei piacer già spenti Ombre, e del ben, che mi fea chiaro il giorno; Or di flagelli armate entro e d’intorno Siete ministre, ohimè! de’ miei tormenti. Lasso! che son? che fui? Dal terzo Cielo Fra le grazie e i diletti e i dolci amori, Come nel foco alfin caddi, e nel gelo! Dell’inferno d’Amore i cupi orrori Han di stige il rigor: ma (quel, che anelo) Non han di Lete i disperati umori.