Italian poem
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L’aura, che dolci spirti e dolci odori Porta da l’orïente ov’ella nacque, Perché tra verdi fronde e lucid’acque E fresche erbette spiri e lieti fiori, E rinnovi i suoi primi e vaghi errori Lungo le rive onde m’accese e piacque, Mai ver’ me non si volse e mai non giacque In parte ove temprasse i nostri ardori. E se non è chi la ritenga o coglia Mentre si turba il sole e fa sereno E mentre il bosco si riveste e spoglia, Or qui si desti mormorando almeno Tra vivi fonti e lauri, ov’io l’accoglia Nel suo passar veloce e l’apra il seno.