Italian poem
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Di che stame ordirò la vaga rete Onde l’aura fugace, Amore, annodi, Mentre fugge l’insidie e spezza i nodi E le sue fiamme accende e la mia sete? D’alte querele forse o di secrete? Di soavi lusinghe e care frodi? O di lacrime sparse in dolci modi? O di rime dolenti o pur di liete? Dove fia teso il laccio? ove dispiega Le belle chiome al vento un lauro ombroso? O pur tra l’erbe di smeraldo ascoso? Ah! nemico è di pace e di riposo Chi tende a l’aura e chi la canta e prega, E sé medesmo solo avvolge e lega.