Italian poem
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Qual da cristallo lampeggiar si vede Raggio ch’accender suole ésca repente, Tal de’ begli occhi vostri il lume ardente, Ch’a me da voi risplende, a voi se ’n riede.
Specchio son io, di beltà no, di fede, Puro ed informe e sol a voi presente; Fatto sono da voi bello e lucente De la vostra beltà, che mia si crede. E se non ch’assai spesso il duol la fronte Mi turba e turba in me la vostra imago, N’arderian fiamme piú vivaci e pronte. Ma qualunque io mi sia, turbido o vago, Son vostro specchio e lacrimosa fonte: Oh miracol d’Amor, possente mago!