Italian poem
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Quel dí che la mia donna a me s’offerse Sotto mentite larve ad arte incolta Non la conobbi in quella guisa involta Quando gli occhi leggiadri in me converse, Ch’a lo splendor fui vinto e no ’l sofferse L’alma, ch’in lei s’è trasformata e volta; E l’alma luce in sé medesma accolta Ne’ suoi raggi s’ascose e ricoperse: O pur Amor, che li rivolge in giro, Prese nove sembianze e novi inganni, Volle a me far sí come a gli altri ei suole. Era finto l’andare e i passi e i panni E vera la vergogna, ond’io sospiro Me stesso e lei che mi fe’ cieco al sole.