Italian poem
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Il cor che m’involò, donna, un furtivo Vostro sguardo dal petto e lusinghiero Fu chiuso nel sen vostro e ’n carcer fero D’esca amara nudrissi egro e mal vivo; Ed io d’in su le labbra, ov’egli privo D’ogni speme m’apparve e prigioniero, Spesso pensai rapirlo, alto pensiero!; Ma disdegno il frenò superbo e schivo. Or bella donna con lusinghe oneste Baciando indi se ’l toglie e in piú ristretta E piú lieta prigion d’ambrosia il pasce: Ma in voi tal dono in cambio avvien che lasce Di sua dolcezza, che, se ’l canto aveste Di sirena, l’avrete or d’angioletta.