Italian poem
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Ove si canta il nome, ove il sembiante De l’alto Re del ciel, donna, s’adora, Vi sovvenne di me nel tempio ancora Fra le imagini sue divote e sante? Io, per mutar contrada, o nel levante Donde si mostra la vermiglia aurora O dove cade il sole, o per ch’io mora E torni al ciel qual peregrino errante, Terrò di voi memoria e voi ne l’alma In cui l’impresse Amor di propria mano, Né giammai temerò l’acque di Lete: E vostro, come appresso, io son lontano, E sarò, per fortune avverse o liete, Fin che lo spirto reggerà la salma.