Versos Italian Torquato Tasso Nota

Italian poem

Nota

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(i) o a paro della man luci spietate.

(2) o non men che le man luci spietate.

(3) o a par delle man luci spietate.

(4) o di par con le man luci spietate

Torna l’ira nei cori e li trasporta, benché debili in guerra, a fera pugna

l’impeto interno dell’intensa doglia

stima... vili spoglie quelle che altrui con tal vantaggio uom toglie.

adduce vulgo a l’arme restio Campsone, il duce.

vulgo a l’arme restio: Campson è il duce.

Quel Tancredi son io che il ferro cinse per Cristo sempre e fui di lui campione, e in sua virtude i suoi rubelli vinse

Me sulla spiaggia di Biserta aprica Lesbin produsse e mi nomò Alinanzorre. Tòsco, diss’ella, ho conoscenza antica d’ogni esser tuo...

E lascia che degli altri in picciol vaso pongansi i nomi e sia giudice il caso.

Pongansi poi tutti i nomi in un vaso com’è l’usanza, e sia giudice il caso.

Ma non però dal suo pensier si toglie Raimondo, e vuol anch’egli esser notato.

VII. 84, 8 venir come terzo

X. 77, 8 onde parti chiamata venga.

ch’ovunque la gran trave in lui si stende colá fasci di lana egli frapone

XII. 89, 7 parlando or seco stesso

XII. 98, 8. amando i’ muoia

XIV. 37, 7 zampilli (verbo)

XIV. 30, 8 ciò ch’ei diravvi io dico

ciò che diravvi io dico

XV. 4, 1 ella dimostra

XVI. 5, 6 Vedi di nova strage

XVI. 62, 3 il ritien cortesia

Ma non depose il suo guerriero ingegno né d’onor il desio vasto e di regno

Rinaldo intanto irresoluto bada che quel rischio di lui degno non era.

frettoloso ei ti parrá ben tosto

XIX. 33, 3 arso e rifatto

Vissi e regnai: non vivo or piú né regno

i suoi compagni egregi cui d’emulo furor l’esempio accese

Senza temer de gl’inimici offese

Senza temer le militari offese

l’uom di temeritá stupida e fèra

Crinita fronte ella dimostra e ciglia cortesi...

parte, e di lievi zefiri è ripiena la chioma di colei che gli fa scorta. Vola per l’alto mar l’aurata vela: ei guarda il lito, e ’l lito, ecco, si cela.

Ma il prence infuriato allor si strinse a dosso a quel villano e il ferro spinse.

Con la spada a quel gran colpo occorse.

ove non caglia a te di questa Sira esser campione

tu di condurlo e proveder t’ingegna ch’ei non isforzi uom mansueto e lento

ma pur giunta a la porta, il timor preme ed inganna colui che n’ha la cura

or che contra le vien chi gliel diviete

pongansi i nomi poi tutti in un vaso

pongansi poi tutti i nomi in un vaso.

venir come terzo a me qui lece.

E che non solo è di pugnare accinto e con uno e con due del campo ostile ma dopo il terzo il quarto accetta e il quinto,

sí che d’uopo non fia che il quinto n’esca

VIII. 51, 1 gli rispose colui

ch’erano i cavalier di nostra gente.

E par ch’egli o s’infinga o non sen’ dolga

IX. 73, 2 che passa a caso

A Selin da le spalle il capo ha sciolto, tronco a Rossano il destro braccio e il manco.

al superbo Selino il capo ha tolto dal busto; ha tronco a Pirgo il braccio manco.

X. 3, 8 In gran tempesta di pensieri

L’uom vi sormonta e ’l duro ferro e ’l sasso

XII. 37, 8 a me non calse

XII. 73, 7 Cosí portato è l’uno e l’altro insieme

sostener sua vece altri non pòte

de’ quai con occhi biechi altri il riguarda e dibattendo l’arme altri il minaccia.

XIV. 78, 3 e 5

Quando la nobil coppia ha in lui raccolta

sorse e quel fra le mani a lei sospese

Or vorrai tu lunge da l’alte cime giacer quasi tra valli augel sublime?

XIX. 87, 1 odio o disegno (disdegno)

ch’era a lor picciol fallo amaro morso.

X. 77, 8 chiamato venga

alzaro invece del caduto alto riparo

XIII. 1, 7 talché contra Sion

l’uom di temeritá

XIV. 37, 8 rampilli in fonte

S’altri vi fu da’ venti a forza spinto o non tornovvi o vi rimase estinto.

Ben ei dará ciò che per te si chiede ma con giunta l’avrai d’alta mercede.

Di ligustri, di gigli e de le rose . . . . . . . . . . . . . . . . . indi compose lente ma tenacissime catene.