Versos Italian Ugo Foscolo Considerazione settima - Calibi

Italian poem

Considerazione settima - Calibi

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Come pressero il suolo, a cui diêr fama i calibi operosi: — Ecco — dicea — ecco una terra, a cui le colpe avranno obbligo molto. Un popolo malvagio l’abiterá, che nei profondi fianchi delle rigide rupi andran primieri a ricercar del ferro i latebrosi duri covili, e con fatal consiglio a domarlo nel foco, a figurarlo in arnesi di morte impareranno. L’Ire, gli Odii, i Rancor, le Gelosie e l’Erinni, che pigre ed incruente andar vagando fra’ mortali or vedi, allor, di spada armate e di coltello, scorreran l’universo, e non il seno del ritroso terren, non l'elce e l'orno, ma l’uman petto impiagheran crudeli, e di sangue, piú ch’altri, bagneransi re feroci e tiranni sacerdoti, cui son le colpe necessarie...

Aes erat in pretio: Chalybeïa massa latebat: heu quam perpetuo debuit illa tegi!

Volnificusque chalybs vasta fornace liquescit.

Κτύπου γάρ ἀχώ χάλυβος διῇξεν ἄντρων. Il suono dello stridente calibe penetrò gli antri.

...μετά δὲ σμυγερώτατοι ἀνδρῶν Ἐργατίναι · τοί δ'ἀμφὶ σιδήρεα ἔργα μέλονται.

E le mie pecchie son tutte scappate su quel di Nencio, e sur un pioppo andate. Picchia teglie e padelle a piú non posso, di raccattarle e’ non c’è verso stato, ma le mi s’enno difilate addosso, e m’han con gli aghi lor tutto forato.

Fit Chalybe Iunonis anus templique sacerdos. *