Italian poem
Pregno di neve gelida il deforme
by Vittorio Alfieri (1749–1803)
Pregno di neve gelida il deforme Vorticoso äer bigio forte stride; Ma il tristo fiato, ch’ogni fiore uccide, Frenar non può de’ carmi miei le torme.
Spini ingrati son forse ed irte forme Tai carmi, a cui crudo Aquilone arride? O a me fiamma cotanto il cor conquide, Che avvampo io sol, mentr’altri agghiaccia e dorme?
D’ostinato rimar la fonte ignoro; So, ch’io tacer non posso: altri poi sveli Se ferro eran mie’ versi, orpello, od oro.
Febo, a te parlo intanto; e invan mi celi Degli almi raggi il bel vital tesoro, Poichè il mio canto in tenebre non veli.