Italian poem
Quanto divina sia la lingua nostra
by Vittorio Alfieri (1749–1803)
«Quanto divina sia la lingua nostra,» Ch’estemporanei metri e rime accozza, Ben ampiamente ai barbari il dimostra Più d’una Etrusca improvvisante strozza.
Nasce appena il pensiero, e già s’innostra Di poetico stil: nè mai vien mozza La voce, o dubitevole si prostra, Nè mai l’uscente rima ella ringozza.
Più che diletto, maraviglia sempre Destami in cor quest’arte perigliosa, In cui l’uomo insanisce in vaghe tempre.
Pare, ed è quasi, sovrumana cosa: Quindi è forza, che invidia l’alme stempre D’ogni altra gente a laudar noi ritrosa.
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