Versos Italian Ada Negri Capriccio

Italian poem

Capriccio

by (1870–1945)

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Veronetta Longhèna, tu mi piaci. Il tuo sorriso è quello delle zingare, bianco e rosso, con linee sinuose, con fremiti fugaci di sarcasmo e d'orgoglio.--Tu mi piaci.--

Dove l'hai preso il tuo bel nome?... È un nome di guerra, non è vero?... Qual capriccio d'amante allegro e ironico te l'appuntò, qual nastro fra le chiome?... Veronetta, mi piace il tuo bel nome.

Raccontami la tua vita randagia. Io m'accovaccio presso a te, sul morbido tappetino di Persia, frugando con le molle fra la bragia.-- Raccontami la tua vita randagia.

Dimmi i paesi che vedesti, i porti donde salpasti, spensierata rondine, e il tuo piacer di vivere così, padrona delle varie sorti, come lo sei de' tuoi capelli attorti.

Io t'assomiglio, se mi guardi bene. Ma è come fossi chiusa dentro un fodero, mentre snudata sfolgori tu, fina lama che in sua punta tiene il mondo, per gingillo.--Guarda bene.

Quando riparti?... e verso qual ventura?... .... Io resterò a frugar dentro la cenere; e mirerò lo specchio per rivederti in me, nella tua dura fronte d'enigma, o Donna di ventura.