Italian poem
Casette Bianche
by Ada Negri (1870–1945)
Casette bianche sfavillanti al sole Con le finestre aperte e ai piedi il verde, Come lento su voi l'occhio si perde, Casette bianche sfavillanti al sole!...
Passando innanzi a voi (non lo sapete?) Chiusa in dolce pensier, guardo e sorrido: La vostra pace garrula di nido Oh, narratela a me, casette liete.
Entro le stanze tiepide e raccolte, Nel cristal de le coppe trasparenti, Appassiscono gigli e thee morenti, E lievi gruppi di cardenie sciolte?
V'è un bizzarro cestello da lavoro, Ove, tra gli aghi e tra le matassine, Un biglietto si celi intimo e fine, Un nastro azzurro, un braccialetto d'oro?...
Vi son ninnoli e libri civettuoli, Fantastici pastelli a le pareti, Bambole e carrettini sui tappeti, Cinguettii di fanciulli e d'usignoli?
V'è una placida nonna cogli occhiali, Che, seduta in antica, ampia poltrona, Con la sua voce di vecchietta buona Narri d'un rosso demone dall'ali
Fiammanti i casi orrendi e battaglieri A una turba di bimbi estasïata?... V'è una snella mammina affaccendata, V'è un babbo serio dai gran baffi neri?...
.... Dite, ditelo a me!... Stretta s'allaccia L'edera appassionata ai vostri muri: Traversa i cieli radïosi e puri Un'allodola, ed io tendo le braccia;
Tendo le braccia al sole e a la gaiezza: M'entra ne l'imo cor la nostalgia D'un volto amato, d'una mano pia Che mi sfiori con trepida carezza:
D'un profumo svanente di vïole, D'un nido ove s'effonda alta quïete: La nostalgia di voi, casette liete, Casette bianche sfavillanti al sole.