Versos Italian Ada Negri Quella che passa

Italian poem

Quella che passa

by (1870–1945)

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E tu, che passi e non mi guardi, rapida, inguainata nella nera tunica, avvolto il collo nel tuo boa di martora, che, pari a un serpe flessile e contrattile, t’accarezza, ti bacia e t’assomiglia!... Ne’ tuoi capelli bene si dissimula qualche filo d’argento, sotto il morbido tòcco a turbante. Hai messo un vel di cipria a nasconder le prime ombre del tempo sul volto. — Non sei vecchia: non sei giovane: sei donna, in piena voluttà d’imperio sulla vita e sull’uomo. — Ascolta: guardami: ugual ti sono un poco, e molte femmine

ti sono uguali, e al nostro fianco passano in questo istante, e sola ognuna credesi ad amare, a soffrire, ad esser viva. Se a’ tuoi piedi la soffice pelliccia e la veste procace e le spumose trine cadesser, te lasciando nella bianca fralezza dell’ignudo corpo, sapresti tu vestir questo tuo corpo d’un’anima?... Scrutar ben io vorrei il tuo tormento interïor, per ansia di leggere in un vivo umano libro. Ma tu menti: a te stessa anche tu menti, menti se piangi, e se sorridi: t’hanno insegnata la grazia d’una maschera bella, fin dai sereni anni d’infanzia: modi, leggi, costumi e fede e dogmi altri creò per te: solo ti chiesero d’esser leggiadra: nè tu mai dall’intimo di te stessa traesti, a colpi d’unghia, la verità che ognuno in cuor si porta. Vuoi darmi la tua mano?... Una son io

(la mia razza è di zingari, e nei boschi sostano intorno a fuochi di bivacco le carovane de’ miei padri ancora) una son io che, se lo sguardo figge in un volto, quel volto si scolora; e dalle vinte labbra esce il segreto che il cuor chiuso vorrebbe.... .... o bella femmina voluttuosa, serpentina e tortile come il tuo boa, per questa volta il pallido tuo viso dica quel che a te nè ad altri dicesti mai: la verità tua vera: una cosa divina, che la scuola del mondo contraffece, deturpò, ridusse a stampo: uno sprizzar di sangue vermiglio, al colpo d’una lama corta.