Versos Italian Ada Negri Redenzione

Italian poem

Redenzione

by (1870–1945)

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L'uomo che molto pianse e maledisse e s'abbrutì per fame, a colei che di sè mercato infame lungo i trivii facea,--Seguimi--disse.

Vide ch'ella, a vent'anni, rifinita era, come vegliarda; e avea ne la pupilla opaca e tarda la vergogna e il terror de la sua vita.

Egli dunque le disse: «O condannata al bacio, àlzati e vieni. Con quest'occhi che un dì furon sereni tra i rifiuti del mondo io t'ho cercata.

Perduta sei com'io perduto sono: pietà di me nessuno commoverà, pietà di te nessuno: chi è fuor di legge non avrà perdono.

La tua china è la mia, giù, sino al fondo. In questo è la salvezza. Noi avrem la terribile dolcezza d'amarci come niun s'amò nel mondo.

Per l'infanzia di stenti e di percosse che ricordi tremando, pel tuo livido corpo miserando, per la fame che a venderlo ti mosse;

pel trivio cieco, ove randagie e scarne ombre velate in viso offronsi col più squallido sorriso che mai finga il piacere in triste carne;

per le taverne ove il barabba porta il rauco ritornello d'un'oscena canzone, il suo coltello pronto a ferire, e la sua donna smorta;

per l'alba d'ôr che Iddio promise, io t'amo, io t'amo.--Così sia.-- V'è una terra nel mondo ove s'espìa per rinascere.--Credi: àlzati: andiamo.»

*

Vanno--per espiar.--Tutto il rossore de i colpevoli e ciechi anni trascorsi, e i tumulti de l'anima e i rimorsi vibrano in quell'amore:

come lavacro su le fronti oranti, scroscïando dal ciel tinto di lutto, cadono al par di tempestoso flutto tutti del mondo i pianti.

Vanno--per espiar.--La fulgida ora non suonò--ma rischiara a poco a poco le trepidanti anime un riso, un foco di speranza e d'aurora.

Passano ignoti per ignote strade, fin che cessa la pioggia e il giorno appare: giungono a un piano vasto come il mare, magnifico di biade.

E caste madri e giovani e vegliardi da la libera festa del lavoro tra l'erbe verdi e tra le spiche d'oro miran con dolci sguardi

i due ploranti, e tendono le braccia, salmodiando il cantico di Cristo: --Ben venga chi sofferse ignudo e tristo, e chi smarrì la traccia:

chi, delitti non suoi scontando, infranse le mura de la legge per un pane, e tutte seppe le vergogne umane, e il suo sfacelo pianse!...

Qui ogni vita risorge e si trasmuta: qui si crede e si canta; e la sublime giustizia de l'amor salva e redime il ladro e la perduta.--