Italian poem
Risveglio
by Ada Negri (1870–1945)
Talor m'avvolge il cerebro profondo Nebbia pesante, accidïosa oscura. Come vinta da sonno o da paura L'anima tace de l'abisso in fondo.
Nulla vive: non palpito, non grido, Non sogno o lotta.--Triste e indifferente Io mi smarrisco tra la folta gente, E vo' come l'augel che non ha nido.
E vo' senza battaglia e senza gloria, E più non mi sorride il Dio d'un giorno: Dentro è gelo e infinita ombra dintorno, E sopita dei cieli è la memoria.
Ad un tratto, da l'imo, in un minuto Di risveglio, di gioia o di pazzia, S'agita e vibra ne l'essenza mia Un'altra anima, un'altra.... e tosto il muto
Cerebro scoppia in magiche parole, Germinando qual zolla a primavera, Alto assurgendo, da la notte nera, A la divina maestà del Sole;
E mentre la raggiante visïone Sfolgora a me dal nudo del sereno, Mi scote e m'apre trionfando il seno Il ruggito selvaggio del leone.